Preposti: se l’ultimo aggiornamento risale a prima di maggio 2024, potreste essere già fuori norma
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Lug, 02, 2026
Preposti: se l'ultimo aggiornamento risale a prima di maggio 2024, potreste essere già fuori norma
Tra tutte le figure della sicurezza aziendale, il preposto è quella su cui il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 è intervenuto in modo più radicale. Non si tratta solo di qualche ora in più di corso: cambiano la durata, la modalità di erogazione e — soprattutto — la frequenza dell'aggiornamento, che passa da quinquennale a biennale. Ed essendo il periodo transitorio già concluso da tempo, molte aziende potrebbero avere preposti tecnicamente non più in regola senza saperlo.
Perché il preposto è una figura così delicata
Secondo l'art. 2 del D.Lgs. 81/2008, il preposto è chi, per competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali ricevuti, sovrintende all'attività lavorativa, garantisce l'attuazione delle direttive e controlla la corretta esecuzione dei compiti da parte dei lavoratori, intervenendo per correggere comportamenti non conformi. È, in altre parole, l'anello che trasforma le procedure di sicurezza scritte sulla carta in comportamenti reali sul campo — spesso senza che la persona coinvolta abbia nemmeno ricevuto una nomina formale, ma di fatto svolga già quel ruolo (un caposquadra, un responsabile di reparto, un capocantiere).
Proprio per questo, dal 2021 (L. 215/2021) la mancata individuazione e formazione del preposto è sanzionata penalmente: non basta più chiudere un occhio su chi, in pratica, coordina altri lavoratori senza un incarico ufficiale.
Cosa cambia con l'Accordo Stato-Regioni 2025
Il corso base per i preposti passa da 8 a 12 ore, articolato su quattro moduli: giuridico-normativo, gestione e organizzazione della sicurezza, valutazione delle situazioni di rischio e controllo della corretta esecuzione delle attività da parte dei lavoratori, comunicazione e informazione.
Cambia anche la modalità di erogazione: non è più ammesso l'e-learning, né per il corso base né per l'aggiornamento. La formazione dei preposti deve svolgersi esclusivamente in presenza fisica in aula o in videoconferenza sincrona, con interazione verificabile tra docente e partecipanti.
La novità più rilevante, però, riguarda la periodicità dell'aggiornamento: da quinquennale diventa biennale, con una durata minima di 6 ore. È la cadenza più stretta tra tutte le figure della sicurezza aziendale, superata solo dall'aggiornamento annuale previsto per l'RLS.
Le scadenze da controllare subito
Qui sta il punto che più facilmente sfugge alle aziende: le scadenze non sono uguali per tutti i preposti, ma dipendono dalla data dell'ultima formazione svolta.
- Preposti formati (corso base o aggiornamento) prima del 24 maggio 2023: hanno beneficiato di una proroga fino al 24 maggio 2026 per completare l'aggiornamento secondo le nuove regole. Questa scadenza è già passata: se non è stato fatto nulla, questi preposti sono formalmente non aggiornati da oltre un mese.
- Preposti formati tra il 24 maggio 2023 e il 24 maggio 2025: non hanno diritto ad alcuna proroga. Per loro si applica direttamente la nuova cadenza biennale, calcolata dalla data dell'ultimo corso. Esempio: un aggiornamento svolto il 26 aprile 2024 comporta l'obbligo di un nuovo aggiornamento entro il 26 aprile 2026 — anche questa data, per molti, è già superata.
In pratica: chiunque non abbia ancora verificato puntualmente, preposto per preposto, la data dell'ultima formazione rischia di scoprire — magari proprio in occasione di un'ispezione — di avere personale che da mesi non è più correttamente formato ai sensi di legge.
Cosa rischia l'azienda
Un preposto privo di aggiornamento in corso di validità non può essere considerato formato ai sensi dell'art. 37 del D.Lgs. 81/2008. Le sanzioni per il datore di lavoro restano quelle previste dall'art. 55, comma 5, lettera c): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro, raddoppiata oltre 5 lavoratori coinvolti e triplicata oltre 10. In caso di infortunio verificatosi sotto la supervisione di un preposto con formazione scaduta, la posizione del datore di lavoro risulta ulteriormente aggravata in sede di accertamento delle responsabilità.
La formazione già svolta non va ripetuta da zero
Una buona notizia: chi ha già completato il corso base di 8 ore previsto dal vecchio Accordo del 2011 non deve ricominciare da capo. È sufficiente un'integrazione formativa che copra le 4 ore aggiuntive richieste dal nuovo Accordo, oltre — ovviamente — a organizzare il primo aggiornamento biennale nei tempi corretti.
Come mettersi in regola senza perdere tempo
CORSIFORM eroga corsi per preposti conformi al nuovo Accordo Stato-Regioni 2025, sia per la formazione base da 12 ore sia per gli aggiornamenti biennali da 6 ore, in presenza o in videoconferenza sincrona secondo quanto previsto dalla normativa. Il primo passo, per qualsiasi azienda, è una verifica puntuale: chi sono i preposti (anche quelli senza nomina formale ma di fatto operativi) e quando risale la loro ultima formazione.
Verifica subito la posizione formativa dei tuoi preposti: scrivi a info@corsiform.it, chiama lo 081 8682561, oppure consulta il catalogo completo dei corsi disponibili:
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